

Aars Guitar Quartet
Dall’Europa al Sud-America e viceversa…chitarre che evocano.
Chiesa di San Vincenzo
Programma
Rafael Mitjana (1869-1921)
Seguidillas
(trascr. Miguel Llobet, arr. S. Trevisan)
Isaac Albéniz (1860-1909)
Granada
(trascr. Miguel Llobet, arr. S. Trevisan)
Heitor Villa-Lobos (1887-1959)
Bachianas Brasileiras n°1
(trascr. Sergio Abreu)
1. Introdução – Embolada
2. Preludio – Modinha
3. Fuga – Conversa
Leo Brouwer (1939)
Paisaje Cubano Con Rumba
Giovanni Sollima (1962)
Il Bestiario di Leonardo
I. Lumerpa
II. Alep pesce
III. Ceraste e Taranta
IV. Macli
V. Anphesibene
AARS GUITAR QUARTET
Alberto Rassu, Alberto Santin,
Raffaele Putzolu, Stefano Trevisan
Ingresso gratuito senza prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili
Concerto
La chitarra è in grado di sviluppare un’irresistibile tendenza all’autarchia: nonostante siano innegabili le sue doti aggreganti, che fanno di lei lo strumento più spontaneo e verace nell’accompagnare il canto, è altrettanto evidente la sua attitudine ad essere abbracciata, che induce al “conosci te stesso”, prima che alla compiuta espressione di una creatività musicale.
Dunque, un quartetto di chitarre è predisposto a moltiplicare ed esaltare la magia timbrica che ogni chitarra porta con sé, piuttosto che guardare al quartetto d’archi, efficacemente paragonato da Goethe a “una conversazione fra quattro gentiluomini guidata da ragione”: più che un dialogo, le chitarre sviluppano una moltiplicazione della base per se stessa all’ennesima potenza. In questa prospettiva il grande chitarrista catalano Miguel Llobet (1878-1938) fondò a Barcellona una società musicale chiamata Lira Orfeo, che organizzava le esibizioni di un ensemble di chitarre e strumenti affini, quali bandurrie e mandolini spagnoli; il suo repertorio era fatto prevalentemente di trascrizioni, a volte vere e proprie trasfigurazioni, realizzate dallo stesso Llobet. Per molti decenni giacquero sepolte e dimenticate insieme al loro autore, fino alla loro riscoperta, all’alba del nuovo millennio, ad opera di Stefano Grondona. I quattro chitarristi uniti nell’AARS Guitar Quartet, che con Grondona si sono formati, sono ben consapevoli di questo percorso, che è insieme storico ed esistenziale, e non potevano che iniziare il loro concerto con le Seguidillas di Rafael Mitjana, appunto trascritte da Llobet per la Lira Orfeo dall’originale pianistico. Mitjana fu a sua volta una figura assai anticonvenzionale e inafferrabile: laureato in giurisprudenza e insieme allievo di Felipe Pedrell e Camille Saint-Saëns, fu diplomatico di professione e padre della musicologia spagnola, oltre che compositore per diletto. Tutta altra materia abita gli altri autori in programma. Il cubano Leo Brouwer è un vero e proprio alter ego della chitarra contemporanea, al punto da essere stato nominato nel 1987 membro onorario dell’UNESCO. Brouwer unisce sé un’anima integralmente legata alla musica folclorica cubana, con una spiccata tendenza alla sperimentazione d’avanguardia. Paisaje Cubano con Rumba guarda più al folclore che alla rumba fissa in titolo, dichiaratamente descrittivo, e la componente sperimentale sta anche nell’efficace sviluppo di ancestrali elementi ritmico-percussivi insiti nella chitarra. Quanto ad Heitor Villa-Lobos, padre riconosciuto della musica brasiliana, e a Giovanni Sollima, vulcanico violoncellista ed eclettico compositore, sono reciprocamente connessi grazie al suono del violoncello, protagonista assoluto di tante composizioni di Villa-Lobos, fra cui appunto la splendida Bachianas Brasileiras n°1, scritta nel 1932 per otto violoncelli, sintesi creativa fra le due fonti di ispirazione più potenti per Villa-Lobos: la musica popolare brasiliana e quella di Bach. Anche Sollima è un compositore cello-centrico, eppure Il Bestiario di Leonardo, silloge di ritratti musicali di alcuni degli animali fantastici presenti nel Bestiario di Leonardo da Vinci, è stato scritto proprio per quattro chitarre, a riprova del legame profondo fra questi due strumenti, così vicini per postura: quel fisico abbraccio che lega il suonatore al suo legno vibrante, per farne uscire una voce carica di umanità.
(Nicoletta Confalone)
Artista
Costituita nel 2018, Aars Guitar Quartet è una formazione di quattro giovani talenti della chitarra uniti dalla volontà di dar valore al repertorio originale per quartetto di chitarre. Il quartetto è costituito da Alberto Rassu, Alberto Santin, Raffaele Putzolu e Stefano Trevisan. La formazione studia sotto la guida del M° Stefano Grondona e si perfeziona alle masterclass di eminenti chitarristi quali Paul Galbraith e Laura Mondiello. Recentemente il quartetto è stato invitato ad esibirsi al 29° Convegno internazionale di Chitarra di Milano ed ha ottenuto importanti riconoscimenti in diversi concorsi nazionali e internazionali tra i quali: il Primo Premio all’International Guitar Competition “Homage to Niccolò Paganini” - Parma, il Primo Premio al 26° Concorso Nazionale “Giulio Rospigliosi”, il Primo Premio all’XI Concorso Internazionale di Musica Città di Firenze – Premio Crescendo, il secondo premio all’International Music Competition di Parigi e il Terzo Premio al Pleven Guitar Festival in Bulgaria. Il 2022 ha visto la formazione impegnata nella sua prima realizzazione discografica per l’etichetta Stradivarius con musiche originali per quartetto di chitarre di Antoine de Lhoyer (1768-1852), Federico Moreno Torroba (1891-1982), Leo Brouwer (1939), Stephen Dodgson (1924-2013) e Giovanni Sollima (1962), eseguite su strumenti di nuova costruzione e chitarre originali dell’800.
venerdì
02/05/25
19:00
Chiesa di San Vincenzo
La Chiesa di San Vincenzo ha ospitato dal 1998 numerosi concerti, inizialmente da parte di cori religiosi, per poi diventare palco per musicisti e cantanti nazionali ed internazionali.
Dal 2017 è sede della ricorrente serie concertistica de "I Venerdì al Monte" e di altri eventi esclusivi, data la sua acustica conforme a rendere la chiesa luogo coinvolgente e affascinante. Un ambiente intimo, con i suoi 100 posti a disposizione, per chi vuole godere di un'esperienza unica ed emozionante.
La Stagione
Il complesso storico del Palazzo del Monte, sede della Fondazione Monte di Pietà di Vicenza, si contrappone alla famosa Basilica Palladiana, affacciandosi in maniera speculare a questa sulla centrale Piazza dei Signori.
Gli eventi promossi dai due enti si svolgono all'interno degli ambienti più caratteristici dell'edificio, la Chiesa di San Vincenzo e la Sala dei Pegni. Sono a titolo gratuito, in riferimento all'originaria natura benefica dell'Istituzione.